PER SAPERNE DI PIU'. . . . .                                                                                                                                                                            . . . . . LE ZECCHE


                  

La Rickettsiosi

 è una malattia caratterizzata, nell’uomo, da un quadro clinico vario. Dopo un periodo di incubazione di 1-3 settimane insorge, con un’elevata ipertermia, cefalea, astenia e mialgia. Successivamente, vi può essere una forma febbrile pura, con febbre continua o intermittente per più giorni (localizzazione primaria cutanea o digerente), una forma polmonare con tosse secca stizzosa oppure una forma extrapolmonare con pleurite, pericardite, flebiti, orchiti e encefaliti. La Stampa ha riportato negli ultimi mesi numerosi casi umani, di cui alcuni mortali; la maggioranza dei casi si sono verificati nelle regioni meridionali. Negli animali, la Rickettsiosi è presente con sintomi di rilievo, soprattutto nei ruminanti (bovini, ovini e caprini). La sintomatologia è caratterizzata da broncopolmonite, mastite, oftalmite, aborti e parti prematuri. La Borrelliosi, invece, non dà sintomi di rilievo nella gran parte degli animali da reddito, ma si manifesta in forma acuta (ipertermia, anoressia, zoppia) o cronica (artrite ricorrente non erosiva) soprattutto nel cane.

La

 malattia 

di 

Lyme 

venne descritta negli USA, per la prima volta, nel 1975. In quell’occasione vi fu un’epidemia che interessò numerosi bambini di Lyme, una città del Connecticut; la sintomatologia prevalente era caratterizzata da artrite, che insorgeva dopo alcune settimane da episodi di manifestazioni cutanee eritematose. Solo nel 1982, fu identificato l’agente eziologico. Si trattava di una Spirocheta trasmessa dal morso della zecca. La malattia si manifesta nell’uomo con diversi quadri sintomatologici: nella prima fase può essere presente una lesione eritematosa, che inizia dal punto di inoculo da parte della zecca e si diffonde su una superficie molto estesa (eritema cronico migrante) per un periodo di 3 - 4 settimane; dopo questa fase, la malattia può evolvere con una sintomatologia caratterizzata da ipertermia e manifestazioni neurologiche e cardiache (cefalea, rigidità nucale, sonnolenza, paralisi del facciale, meningite, pericardite, blocco atrio-ventricolare parziale o totale). Questa fase può durare anche alcuni mesi e avere esito infausto; la terza fase è caratterizzata da artrite cronica (in molti casi è stata scambiata per artrite reumatoide) e linfocitoma cutaneo benigno. La malattia, all’inizio presente solo negli USA (nel 1996 sono stati diagnosticati circa 17.000 casi umani), si è diffusa anche nel continente europeo (Tab. 1), Italia compresa. Molti casi sono stati accertati in Liguria, Trentino, Friuli e Veneto. Il vettore principale è rappresentato da Ixodes ricinus, una zecca presente nelle aree con clima temperato. In Italia è più presente al Nord, ma si ritrova anche nelle aree boschive del regioni meridionali.

LE ZECCHE

LOTTA 

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