
rèttili
s.m. pl. Una delle
sei classi dei vertebrati comprendente attualmente le lucertole, i serpenti, le
tartarughe, i coccodrilli, ma che nell'era secondaria venne rappresentata da
forme molto più varie e in alcuni casi di mole gigantesca.
u Zoologia
Derivati
con ogni probabilità da un gruppo di anfibi, gli stegocefali, i rettili si
sono svincolati completamente dall'ambiente acquatico realizzando la
respirazione aerea e la riproduzione che può essere realizzata anche fuori
dell'elemento liquido. Contrariamente agli uccelli e ai mammiferi, essi hanno
una temperatura variabile secondo quella ambientale, sono cioè eterotermi come
i pesci e gli anfibi.
La
loro pelle è ricoperta da squame cornee, che, aderenti le une alle altre e
soggette a muta periodica (eccetto le squame delle tartarughe), hanno origine e
struttura diverse dalle scaglie dei pesci. Nei coccodrilli e nelle tartarughe
il rivestimento corneo è sostenuto da formazioni ossee, che costituiscono in
qualche caso un vero e proprio esoscheletro, in stretto rapporto nelle
tartarughe con l'endoscheletro, poiché lo scudo è saldato alla colonna
vertebrale e alle coste. Priva quasi completamente di ghiandole (fanno
eccezione le ghiandole lungo le cosce delle lucertole, dette ghiandole
femorali, o in vicinanza dell'ano o sulla mandibola dei coccodrilli e dei
lacertili o sauri), la pelle dei rettili può presentare a volte rapide
variazioni cromatiche in rapporto a fenomeni mimetici (camaleonte). Gli arti
che possono mancare (come nei serpenti) o essere rudimentali (come ad es.
nell'orbettino) sono per lo più corti, forniti di cinque dita. Nei coccodrilli
le zampe posteriori hanno quattro dita, nelle tartarughe marine le zampe sono
trasformate in palette natatorie. L'endoscheletro, che è quello proprio di un
vertebrato terrestre, presenta alcuni caratteri non riscontrabili nelle altre
classi, quali il numero elevato di vertebre (da trenta nelle tartarughe a
sessanta nei coccodrilli fino a quattrocento nei serpenti) e la presenza di
coste anche sulle vertebre del tronco (negli ofidi e nei lacertili
serpentiniformi) o su quelle cervicali (nei coccodrilli e nei lacertili). Lo
strisciare è l'unico mezzo di locomozione dei serpenti: appoggiato a una
superficie liscia, un serpente non riesce ad avanzare; su un prato o su un
terreno sabbioso esso si muove con movimenti detti di reptazione, coadiuvati
dal numero elevato e dalla mobilità delle coste e dalla forma delle squame
ventrali, larghe e corte, con orlo posteriore libero: quando le coste, mediante
gli appositi muscoli, vengono spinte in avanti e in alto, le squame ventrali, a
esse connesse, sollevano il loro margine posteriore libero e con esso si
appoggiano al terreno; quando le coste compiono il movimento inverso, l'orlo
delle squame fa forza contro il terreno, la qual cosa determina uno spostamento
in avanti di tutto il corpo del rettile in un susseguirsi di onde di accorciamento
e di rilassamento.
Anche
nei lacertili, nei coccodrilli e nelle tartarughe i quattro arti, che sono in
posizione orizzontale, non hanno funzione di sostegno, ma solamente di punto di
appoggio per la spinta in avanti. Molti rettili dell'era secondaria, al
contrario, avevano arti ben sviluppati e potevano camminare, correre, saltare
(alcuni iguanodonti), nuotare (ittiosauri) o volare (pterodattili).
A
eccezione delle tartarughe, che hanno denti solo allo stato embrionale e da
adulte sono fornite di un becco corneo simile a quello degli uccelli, in
generale i rettili sono provvisti di denti, che possono essere impiantati in
alveoli dentari, come nei coccodrilli, preannunciando quelli dei mammiferi, o
direttamente sulle mascelle, come nelle lucertole e nei serpenti. Particolari
sono i denti veleniferi dei serpenti velenosi, che sono solcati o canalicolati
per permettere il passaggio del liquido tossico. La lingua è saldata in gran
parte al pavimento della bocca, estroflessibile, mobilissima e bifida, come
nella maggior parte dei sauri e degli ofidi, o poco mobile, come nei cheloni e
coccodrilli. Il tubo digerente non presenta caratteristiche notevoli, eccetto
la presenza della cloaca nella quale sboccano l'intestino e i condotti urinari
e genitali.
I polmoni
hanno forma di sacchi, più o meno divisi in logge per mezzo di introflessioni
pieghettate della parete interna; i serpenti hanno solamente un polmone, mentre
altri rettili ne hanno due asimmetrici, uno per ogni lato.
Il
cuore delle lucertole, dei serpenti, delle tartarughe, presenta due atri,
mentre il ventricolo è incompletamente diviso in due. Il cuore dei coccodrilli
è praticamente diviso (i due atri sono in comunicazione mediante il forame di
Panizza) e di conseguenza presenta quattro cavità. In tutti i rettili esistono
due archi aortici che si uniscono posteriormente al cuore per formare l'arteria
aorta discendente. I globuli rossi del sangue sono ellittici, biconvessi e
muniti di un nucleo. Nel sistema nervoso sono da notare gli emisferi assai più
estesi rispetto agli anfibi e il cervelletto variamente sviluppato: talora è
rappresentato da una piega trasversale, talora, come nei coccodrilli, consiste
in due lobi laterali e una parte intermedia che ricorda il verme dei mammiferi.
L'occhio
è sferico, fornito talvolta di sclerotica ossea, come ad es. nei cheloni, e di
pettine (es. coccodrilli). Esistono generalmente le ghiandole lacrimali, le
palpebre e spesso una membrana nittitante: negli ofidi, nei gechi e in qualche
altro lacertile le palpebre sono trasparenti e saldate per i margini a
costituire l'occhiale. In molte forme estinte e in alcune viventi (sfenodonte e
pochi lacertidi) si osserva un occhio parietale. L'orecchio presenta una lagena
ben sviluppata e nei coccodrilli un primo breve condotto uditivo esterno, che
può essere chiuso mediante una robusta valvola provvista di opercolo, mentre
nei cheloni e nei lacertili il timpano è generalmente a fior di pelle. Tra gli
organi di senso è ben sviluppato il gusto, localizzato sulla lingua, che ha anche
funzione tattile. Nei serpenti crotalidi è presente il cosiddetto organo a
fossetta, situato in una depressione dell'osso mascellare, sotto e
posteriormente alla narice: diviso mediante una membrana molto sottile ricca di
numerosissime terminazioni nervose connesse al nervo trigemino, funziona come
un detector a raggi infrarossi e permette di localizzare le prede a sangue
caldo anche nella totale oscurità. I rettili hanno sempre sessi separati e i
maschi hanno uno (cheloni e coccodrilli) o due (lacertili e ofidi) organi
copulatori; la fecondazione è interna e le uova, con guscio membranoso o
calcareo, vengono a volte deposte (oviparità), a volte si sviluppano nel corpo
stesso della madre (ovoviviparità oppure viviparità). L'embrione è protetto da
un amnios e possiede un allantoide con funzioni respiratorie, come l'embrione
degli uccelli e dei mammiferi. In alcune specie (es. alcuni scincidi e serpenti
marini) dai reciproci rapporti tra l'allantoide e la parete dell'ovidotto si
sviluppa una sorta di placenta che nella Lacerta vivipara serve solo per
il passaggio di acqua e di gas respiratori, mentre in forme più evolute può
provvedere al trasporto di sostanze nutritizie e di prodotti d'escrezione.
La
longevità dei rettili è stata particolarmente studiata tra i coccodrilli e gli
alligatori: fu S. S. Flower che tra il 1925 e il 1937 raccolse i dati relativi
agli esemplari presenti nei giardini zoologici di tutto il mondo, mettendo in
risalto la maggiore longevità dei due alligatori, l'americano e il cinese, rispetto
ai coccodrilli: esemplari dei primi vissero anche più di mezzo secolo, tra i
secondi si raggiunsero valori massimi di ventidue anni. I rettili vivono negli
ambienti più disparati, nell'acqua o sugli alberi, a livello del suolo o sotto,
in pianura, sulle montagne, nei boschi, nel deserto, ecc.; si nutrono
soprattutto di altri rettili, uccelli e loro uova, mammiferi, pesci, anfibi,
vermi e insetti; alcuni sono erbivori. Le prede, se di modeste dimensioni,
vengono generalmente inghiottite intere, e i denti hanno la semplice funzione
di afferrare e trattenere la vittima. I coccodrilli e gli alligatori, che
abitualmente aggrediscono esseri di grossa corporatura, quali uccelli acquatici
o piccoli ruminanti, fanno a pezzi il corpo della preda, serrandola saldamente
tra le mascelle e ruotando rapidamente intorno al proprio asse longitudinale.
L'uomo
trae dai rettili prodotti utili quali la pelle pregiata dei serpenti,
coccodrilli e lucertole, la corazza delle tartarughe, lo stesso veleno dei
serpenti per preparare il siero antiofidico. I popoli primitivi mangiano quasi
ogni qualità di tartarughe, di cui un buon numero di specie sono apprezzate
anche dai popoli civili.
u Paleontologia
I rettili
comparvero verso la fine del carbonifero superiore e la loro espansione fu
estremamente rapida; già alla fine del paleozoico occupavano una posizione
dominante rispetto agli altri vertebrati. Questo gruppo ebbe un eccezionale
sviluppo nel mesozoico, detto appunto “l'era dei rettili”, e subì una
diversificazione in tutte le direzioni, adattandosi a tutti gli ambienti
terrestri, rioccupando l'ambiente acquatico, tentando la conquista dell'aria.
Ebbero così origine i numerosi ordini di questa classe noti allo stato fossile,
appartenenti in grande maggioranza alla sottoclasse degli arcosauri; tra i
principali si citano: cotilosauri, pelicosauri, terapsidi, mesosauri,
ittiosauri, sauropterigi, placodonti, tecodonti, saurischi, ornitischi,
pterosauri, eosuchi.
La
loro storia è caratterizzata da profonde crisi, che provocarono la scomparsa di
interi ordini, per lo più di dimensioni gigantesche, alla fine del trias e del
cretaceo; ma immediatamente nuovi gruppi (mammiferi) rimpiazzarono quelli
estinti. All'inizio del terziario vivevano solo gli ordini ancora oggi
esistenti: squamati, coccodrilli, cheloni e rincocefali. Le caratteristiche
osteologiche più salienti riguardano la colonna vertebrale: le vertebre
inizialmente seimuriamorfe, cioè con pleurocentro molto sviluppato e ipocentro
ridotto, presentano in seguito un corpo formato dal solo pleurocentro, inoltre
si differenziano meglio le diverse regioni: la regione sacrale è formata da due
a otto vertebre. Nel capo si ha un solo condilo, il forame pineale non è sempre
presente, compaiono le fenestrazioni temporali e gli alveoli dentali, scompare
la linea laterale.