Pesce scorpione

pésci s.m. pl. Classe di vertebrati comprendente animali quasi esclusivamente acquatici, a temperatura variabile, che respirano per mezzo di branchie, sono provvisti di pinne e generalmente hanno il corpo rivestito di scaglie. Pesci azzurri, denominazione comune dei pesci actinopterigi pelagici, che hanno sul dorso una caratteristica colorazione azzurro acciaio. Pesci cartilaginei,  v. SELACI . Pesci corazzati,  v. PLACODERMI . Pesci di perle, nome comune dei CARAPIDI. Pesci elettrici, nome volgare dei pesci dotati di organi elettrici, come ad es. le torpedini, le razze, il gimnoto e il malatteruro. Pesci neri, denominazione comune dei pesci actinopterigi batipelagici, nei quali predomina la colorazione nera. Pesci ossei,  v. OSTEITTI . Pesci piatti, nome volgare dei PLEURONETTIFORMI. Pesci verdi, denominazione comune dei pesci actinopterigi di acqua dolce, nei quali predomina una colorazione verdastra. Pesci violetti, denominazione comune dei pesci actinopterigi del bentos abissale, nei quali predomina una colorazione violacea.

u Zoologia

Il corpo dei pesci, privo di collo e generalmente fusiforme, offre la minima resistenza alla progressione nel mezzo liquido. La pelle, ricca di cellule ghiandolari mucose e sempre viscosa, è il più delle volte ricoperta di scaglie; può anche essere nuda e presentare granulazioni solide più o meno ravvicinate, oppure essere rivestita di placche ossee, che in alcuni casi, es. pesci scatola, costituiscono una solida corazza. Lo scheletro è osseo o cartilagineo, fatto per cui i pesci sono stati suddivisi in due grandi gruppi: osteitti o pesci ossei e selaci o pesci cartilaginei o condritti o elasmobranchi.

L'apparato muscolare presenta sempre una grande complessità: i quattro grossi fasci di muscoli (due dorsali e due ventrali), situati da ciascun lato del corpo tra la testa e la coda, permettono al tronco di arcuarsi in seguito a contrazioni orizzontali che avvengono durante il nuoto, coadiuvato dalle pinne impari (dorsale, anale e caudale), mentre le pari (pettorali e pelviche o ventrali) hanno la funzione di organi stabilizzatori. In alcuni pesci gruppi di muscoli possono trasformarsi in un organo elettrico. La porzione anteriore del tronco forma con il capo un tutto unico, incapace di movimenti propri, mentre la metà posteriore gode di una mobilità sempre più grande a mano a mano che ci si avvicina alla pinna caudale. La circolazione è semplice, cioè il sangue refluo dagli organi va al cuore e da questo viene inviato alle branchie, dalle quali va agli organi senza tornare a passare per il cuore.

La respirazione si compie per mezzo di branchie, a struttura diversa nei selaci e negli osteitti. Nei primi le branchie si aprono direttamente all'esterno mediante fessure in numero di 5/7, mentre negli osteitti si aprono in una camera protetta da un opercolo.

L'apparato respiratorio presenta a volte modificazioni molto profonde: nei polipteri africani gli individui giovani sono muniti di branchie esterne laterali poste sopra le pinne pettorali; gli anabati, detti anche pesci arrampicatori, portano sopra le branchie due camere, una destra e l'altra sinistra, che contengono un insieme di lamine molto vascolarizzate e comunicano con la faringe e le cavità branchiali: tali camere, quando i pesci si allontanano dall'ambiente liquido, funzionano da riserve di aria.

Un organo proprio della maggior parte degli actinopterigi è la vescica natatoria a cui sono affidati diversi compiti: di organo idrostatico, di organo respiratorio, di organo statico o acustico.

I denti, numerosi e robusti nei carnivori, sono trasformati in larghi molari o in pezzi molto duri nelle specie che si nutrono di conchiglie e di crostacei: possono mancare completamente o essere distribuiti oltre che sulle mascelle, anche sul palato, sulla lingua e sulla faringe. La lingua, piccola e priva di mobilità, non porta recettori gustativi. Il retrobocca o faringe comunica con un corto esofago che sfocia in uno stomaco ampio, munito di appendici piloriche, più o meno numerose, semplici o ramificate, con la funzione di secernere fermenti digestivi; l'intestino, più o meno lungo, si divide in intestino medio e terminale ed è sempre accompagnato da fegato e pancreas. Lo sbocco all'esterno (ano) può trovarsi all'estremità posteriore del corpo o in altre posizioni: nei gimnoti, ad es., è situato nella regione della gola.

I pesci posseggono un organo sensoriale che è loro proprio; la linea laterale, visibile su ciascun lato del corpo, che serve loro per percepire le variazioni di pressione.

Il sistema nervoso centrale è diverso nei due gruppi: nei pesci ossei sono particolarmente sviluppati i lobi ottici, nei pesci cartilaginei i lobi olfattivi. Gli organi di senso più sviluppati sono quelli del tatto (soprattutto i barbigli sono ricchi di recettori tattili) e dell'olfatto (le narici, che comunicano solo con l'esterno, sono situate, nei selaci, sulla faccia ventrale del muso e si prolungano con un solco sino al labbro superiore, negli actinopterigi si trasferiscono dorsalmente e si trasformano in tubi aperti alle due estremità). Gli occhi, che presentano aspetto, dimensione e struttura molto vari, possono talvolta essere atrofizzati, come ad es. nei pesci cavernicoli e in alcuni pesci abissali, o presentare dimensioni sproporzionate, come gli occhi telescopici degli opistoprotti abissali. Una visione particolare è quella offerta dagli Anableps, comunemente detti pesci quattrocchi, propri dei fiumi dell'America Centromeridionale: i loro occhi, posti alla sommità del capo, sono suddivisi mediante una sbarra trasversale opaca in due parti, una superiore e una inferiore, accomodate rispettivamente alla visione aerea e acquatica.

Per l'organo dell'udito, v. ORECCHIO .

Le specie abissali portano facilmente, nelle posizioni più varie, gli organi fotogeni, che sembrano avere funzioni diverse: di richiamo delle prede, di riconoscimento fra individui della stessa specie, infine di rischiarare l'ambiente.

L'età a cui giungono i pesci è difficilmente controllabile; in alcuni casi, con lo studio delle linee di accrescimento delle squame e degli otoliti e attraverso l'allevamento in acquari, è stato possibile avere dati precisi, dall'età massima raggiunta dal Silurus glanis o silurod'Europa (60 anni) e dalle anguille (55 anni) al più breve ciclo vitale, quello dell'Aphya pellucida o rossetto che vive un solo anno.

I pesci, salvo rare eccezioni (es. alcuni perciformi), hanno sessi separati: in parecchie specie vi è un dimorfismo sessuale molto accentuato: nei cerazidi, pesci abissali, i maschi hanno dimensioni assai ridotte e stanno attaccati alle femmine, sul muso, sull'opercolo o sull'addome. In genere sono ovipari, e la femmina depone le uova sulle quali il maschio sparge il suo seme fecondante. Quando i piccoli vengono alla luce, i genitori raramente se ne occupano; tuttavia in alcune specie, come negli spinelli, i maschi costruiscono un vero e proprio nido; i maschi dei cavallucci di mare posseggono una tasca incubatrice; in altre specie (vari ciclidi) le uova sono incubate nella bocca dei genitori che si allarga a tale scopo in modo straordinario. Le dimensioni e il numero delle uova sono molto vari: le uova destinate a galleggiare sono piccole (2 mm di diametro al massimo) e fornite di una sostanza oleosa che favorisce il galleggiamento; le uova destinate a cadere sul fondo, che prevalgono nelle specie di acqua dolce, raggiungono dimensioni maggiori (anche 15 mm) e sono protette da una capsula resistente; il numero di uova deposte è sempre molto alto, in relazione con il pericolo di distruzione a cui esse possono andare incontro. Le specie vivipare, come i ciprinodontidi, al contrario partoriscono un numero di figli sempre limitato. Il periodo di incubazione delle uova e di sviluppo variano da specie a specie: in genere per le specie che depongono uova piccole l'incubazione è breve e lungo lo sviluppo; il contrario accade per le specie che depongono uova di dimensioni maggiori.

Generalmente le larve hanno aspetto non molto diverso da quello dei genitori: casi di metamorfosi molto appariscente sono offerti dalle anguille e ancor più dalle sogliole, le quali da una larva a simmetria bilaterale si trasformano, attraverso lo spostamento di posizione di un occhio e della bocca, nel caratteristico abito dell'adulto.

La maggior parte dei pesci è carnivora e si fa una guerra attiva. Le grandi specie conducono in genere una esistenza solitaria e percorrono distanze enormi, come gli squali. Senza raggiungere le dimensioni delle balene, alcuni squali vengono annoverati tra i vertebrati più grandi (6-7 m di lunghezza e anche più). Tutte le acque dolci e salate sono ricche di pesci; se ne incontrano a tutte le profondità, anche nelle più profonde fosse abissali. Alcune specie hanno un habitat particolare; altre possono vivere indifferentemente in qualsiasi luogo compiendo migrazioni all'epoca della riproduzione. Molte specie di acqua dolce scendono al mare per deporvi le uova, altre al contrario dal mare vanno a depositare le uova nei corsi d'acqua.

L'importanza dei pesci nell'economia umana è immensa: oltre che per il loro alto valore alimentare, sono utilizzati per ricavare vari prodotti.

u Paleontologia

I più antichi rappresentanti dei pesci sono gli ostracodermi comparsi nell'ordoviciano e gli acantodi del siluriano; a partire dal devoniano sono anche presenti tutti i placodermi, i selaci e gli osteitti, ma solo questi ultimi due gruppi sono riusciti a superare il limite del permiano-triassico e a giungere sino a noi. Per questo il devoniano è anche detto periodo dei pesci.