Flammulina velutipes

fungo s.m. (lat. fungus) [pl. -ghi]. Organismo vegetale eterotrofo. (Comunemente con il termine di fungo si indica il corpo fruttifero dei cosiddetti funghi superiori.) Funghi imperfetti, termine che contraddistingue un vasto gruppo di funghi dei quali è fino a oggi nota solo la forma vegetativa e al massimo quella riproduttiva agamica. (Sono provvisoriamente collocati in una classe suddivisa in ordini, famiglie, ecc.) [Sin. DEUTEROMICETI.] Cosa a forma di fungo: Fungo dell'annaffiatoio. Leggero ingrossamento nero che si forma all'estremità dello stoppino di una candela, di una lucerna e simili: D In alto su la parete pendeva una Madonna, circondata da molti santi fra rame fiorite; e sotto un lumino faceva il suo fungo (Panzini). Fungo atomico, massa di gas e di vapori a forma di un fungo dall'altissimo gambo prodotta dall'esplosione di una bomba atomica o all'idrogeno.

LOC. DIV. A fungo, a forma di fungo. Crescere come i funghi, crescere, moltiplicarsi molto rapidamente.

— Ferr. Fungo della rotaia, parte superiore della rotaia, a sezione spessa, la cui superficie orizzontale costituisce il piano di rotolamento, sul quale scorrono i cerchioni delle ruote dei veicoli. Rotaia a doppio fungo, vecchio tipo di rotaia profilata a due funghi.

— Fis. Fungo elastico, sistema di due masse accoppiate elasticamente mediante una molla di massa trascurabile. (Il suo comportamento dinamico è quello di oscillatori elastici accoppiati.) [V. OSCILLATORE .]

— Geogr. fis. Funghi d'erosione, colonne di roccia tenera o di terra sormontate da massi tabulari di roccia più resistente. (Si formano per dilavamento da parte di acque selvagge su versanti formati da strati rocciosi sovrapposti di resistenza diversa o in terreni per lo più morenici, argillosi o sabbiosi, che contengono grossi blocchi di roccia.) [Sin. PIRAMIDI DI TERRA o D'EROSIONE.] Funghi di ghiaccio, colonne di ghiaccio sormontate da blocchi rocciosi che si formano sui ghiacciai soggetti a forte ablazione. (I blocchi rocciosi impediscono la fusione del ghiaccio sottostante che rimane perciò in rilievo rispetto alla circostante superficie ghiacciata che si scioglie a causa dell'irradiazione solare.)

— Med. Tumore molle, spongioso, che sporge sulla pelle o su una mucosa, soprattutto sui bordi dei labbri di una ferita. Intossicazione o avvelenamento da funghi, v. parte encicl.

— Microbiol. Fungo cinese, nome volgare di un'associazione di microrganismi che si sviluppano nel tè, o in liquidi zuccherini sotto forma di una massa biancastra o gialla, mucillagginosa, costituita da un Acetobacter e da alcuni lieviti (saccaromiceti). [L'infuso sarebbe dotato di proprietà terapeutiche, peraltro non provate scientificamente.]

— Paleobot. V. parte encicl.

— Sport. Nel baseball, particolare tipo di mazza impiegata per l'allenamento della difesa, più leggera e sottile di quella usata in gara.

— Veter. Fungo da castrazione del cavallo, v. BOTRIOMICOSI .

u Botanica

Fungo dell'inchiostro

I funghi appartengono alle tallofite, cioè alle piante che non hanno tessuti od organi, ma solo un tallo costituito generalmente da pseudotessuti. Nei funghi questo tallo si chiama micelio e risulta costituito dalle cosiddette ife. I funghi si differenziano dalle alghe (altre tallofite) perché non posseggono clorofilla e quindi conducono vita eterotrofa; sono ben distinguibili dai batteri, in quanto nei batteri non vi è un nucleo ben organizzato, come è presente in tutti i funghi. A seconda che vivano su sostanze organiche morte, oppure su organismi viventi, si distinguono in saprofiti e parassiti. Questi ultimi possono essere obbligati o facoltativi (possono cioè vivere tanto da parassiti che da saprofiti). Particolari tipi di parassitismo sono le simbiosi, che si istituiscono con vantaggi reciproci dei due organismi costituenti la simbiosi stessa, come nel caso dei licheni (formati da un'alga e da un fungo) e delle micorrize tra funghi e radici di piante forestali o orchidee. Alcuni funghi sono costituiti da un'unica cellula e sono microscopici, come tutti i lieviti. Altri posseggono un micelio ben sviluppato (muffe bianche, muffe grigie, ecc.), che può essere costituito da ife settate (alcune specie di zigomicotini, ascomiceti, basidiomiceti, funghi imperfetti) e non settate (mastigomiceti). Talora le ife assumono una particolare differenziazione, come negli sclerozi o nei corpi fruttiferi dei funghi superiori (ife vasali, ife di sostegno, ecc.). La riproduzione dei funghi può avvenire per via vegetativa o sessuale. Tipiche cellule di riproduzione vegetativa sono le zoospore (uniflagellate o biflagellate) dei funghi acquatici, i conidi, le sporangiospore e gli oidi dei funghi terrestri. Queste spore hanno soprattutto funzione di diffusione della specie, mentre la conservazione di questa viene preferibilmente assicurata da spore a parete molto ispessita e ricca di sostanze di riserva (clamidospore o spore durature). La riproduzione sessuale nei funghi è quanto mai varia nei singoli gruppi sistematici. Può avvenire per fusione di gameti identici o molto differenti, mobili o immobili, tra cellule che di norma produrrebbero i gameti (gametangi) o anche tra ife vegetative (somatogamia) come in tutti i basidiomiceti. La mancanza di organi specializzati per la riproduzione sessuale non è però affatto legata a una scomparsa della sessualità. Infatti proprio nei basidiomiceti troviamo una tetrapolarità sessuale, lo sviluppo cioè di quattro distinti miceli, uguali dal punto di vista morfologico, ma che si possono unire solo secondo determinate “valenze sessuali”. I funghi inferiori sono unicellulari e posseggono un micelio a ife non settate (mastigonomiceti) o talvolta settate (zigomicotini). In questi funghi non si formano mai corpi fruttiferi. Esempi di funghi inferiori sono: il Synchitrium che determina la rogna nera della patata, la saprolegnia che può causare gravi epidemie tra i pesci degli acquari, la peronospora della vite e del pomodoro (Plasmopara e Phytophthaza), le muffe bianche (Mucor), ecc. Si considerano funghi superiori quelli che hanno micelio settato (ascomiceti e basidiomiceti). Gli ascomiceti si riproducono, oltre che vegetativamente, anche mediante particolari spore endogene (ascospore, prodotte nell'interno di aschi). I basidiomiceti differenziano invece basidiospore che sono portate all'esterno dei basidi. Alcuni funghi con micelio settato non producono né aschi né basidi e sono provvisoriamente relegati tra i funghi imperfetti. Molto spesso gli aschi e i basidi sono portati all'esterno o all'interno di masse di ife sterili che costituiscono i corpi fruttiferi. Negli ascomiceti i corpi fruttiferi sono fondamentalmente di tre tipi: cleistoteci, periteci ostiolati e apoteci. Nei basidiomiceti i corpi fruttiferi sono spesso molto voluminosi e costituiscono ciò che comunemente viene indicato col nome di fungo. Nei funghi più conosciuti sono costituiti da uno stipite o gambo, che ha la base rigonfiata a bulbo e porta il cappello, tipicamente conformato a lamelle nella superficie interna o più raramente a tubuli (es. nel boleto). Con riferimento ai particolari di sviluppo e di struttura del corpo fruttifero si possono distinguere tre casi che, dalle forme più rappresentative, prendono rispettivamente il nome di tipo Psalliota, tipo Coprinus e tipo Amanita. Nel tipo Psalliota (es. psalliota, armillaria, lepiota, agarico) vi è un anello intorno alla porzione inferiore dello stipite. Nel tipo Coprinus (es. coprino, russula) non c'è anello. Nel tipo Amanita c'è un anello nella porzione superiore dello stipite, una coppa più o meno irregolare alla base del gambo denominata volva e verruche sulla superficie esterna del cappello.

L'importanza biologica ed economica dei funghi è notevolissima. Essi contribuiscono alla demolizione di molti detriti organici (cellulosa, lignina, ecc.) e fanno sì che, specialmente nei terreni acidi, molti elementi momentaneamente immobilizzati nella sostanza organica di porzioni morte di organismi, ritornino nel grande ciclo della natura. Per lo sviluppo degli alberi forestali enorme importanza hanno i funghi micorrizici (tartufi, porcini, ecc.). Numerosissime sono le industrie che si avvalgono di funghi per le fermentazioni da essi determinate e che ci forniscono prodotti anche di largo consumo (pane, vino, birra, ecc.). Molti funghi vengono utilizzati per la preparazione di antibiotici (penicillina, ecc.) o di altre sostanze particolari. Non trascurabile è infine l'importanza dei funghi come alimento (funghi eduli o commestibili, spesso coltivati su scala industriale). Vari funghi sono stati coltivati fino dall'epoca dei Romani, e quasi in ogni paese del mondo vengono anche oggigiorno effettuate su scala industriale colture di funghi. Le più diffuse in Europa sono quelle del prataiolo. (V. FUNGHICOLTURA ).

Purtroppo sono numerosi anche i funghi che hanno importanza negativa. Un gran numero di penicilli, di aspergilli e di muffe bianche causano il deterioramento di derrate alimentari e di manufatti (pelletterie, ecc.) Altri funghi sono ben noti per i danni che arrecano come parassiti di piante (un caso particolare è dato dalla segale cornuta che determina nell'uomo l'ergotismo*), di animali e persino dell'uomo (micosi). Enormi sono anche i danni arrecati a vari manufatti in legno (travature delle case, staccionate, pali telegrafici, ecc.) dai funghi lignivori (merulio, ecc.) che corrodono i legni determinando crolli e distruzioni. Anche lo sviluppo di muffe sulla carta è causa di danni notevoli, specialmente nelle biblioteche. Ogni anno, infine, si verificano in tutto il mondo numerosi avvelenamenti da funghi, talora anche mortali, per l'incauta ingestione di specie erroneamente ritenute commestibili. Non vi è alcun mezzo empirico che consenta di stabilire se un fungo è innocuo oppure tossico. L'annerimento del cucchiaino d'argento, il cambiamento di colore della polpa rotta del fungo, il sapore acre, l'imbrunimento della cipolla o della mollica del pane, ecc., sistemi popolari con cui si crede di poter effettuare il riconoscimento dei funghi commestibili, sono del tutto fallaci. In realtà è indispensabile identificare con certezza la specie, cioè riconoscere le specie buone (tra cui l'Amanita caesarea od ovolo buono, la Lepiota procera, l'Armillaria mellea, il Lactarius deliciosus, il Cantharellus cibarius, i prataioli, i porcini, le clavarie, i tartufi, le morchelle, v. alle singole voci) e le velenose (v. oltre, Med.), ignorando tutte le altre che non hanno né pregi né difetti dal punto di vista gastronomico. Raccogliendo funghi sconosciuti per farli esaminare, bisogna aver cura di conservare la terra, le foglioline, le lumache, ecc. che stavano vicine al fungo, non lasciando nel terreno la volva (propria delle amanite) e annotando il luogo e il tempo di raccolta. La vendita dei funghi alterati, velenosi o sospetti di esserlo è vietata; è autorizzata la vendita di funghi mangerecci, soltanto in luoghi indicati dall'autorità comunale, in base a una lista particolareggiata delle specie mangerecce compresa nel locale regolamento d'igiene.

 

u Cucina

I funghi costituiscono fin dall'antichità un alimento assai ricercato, benché il loro valore nutritizio non sia grande. Sebbene le varietà mangerecce siano moltissime, quelle che compaiono sui mercati italiani si limitano alle seguenti: i porcini o boleti, l'ovolo buono, il gallinaccio, i chiodini o famigliole, i prataioli (spesso coltivati) e, più raramente, i lattari, le bubbole maggiori, i prugnoli, gli steccherini, gli orecchioni, alcune varietà di russule, spugnole, tricoloma, clitocibe e pochi altri. I funghi si preparano trifolati oppure arrostiti o, in alcuni casi, sotto forma di cotolette o con uova; secchi, servono a insaporire risotti e altri piatti. Alcune specie, come gli ovoli, si consumano anche crude, in insalata; altre si prestano alla conservazione sott'olio o sotto aceto. Si possono ottenere estratti ed essenze di funghi, di grande efficacia aromatizzante.

Amanita muscaria

u Medicina

L'intossicazione da funghi può essere in rapporto a cause e condizioni differenti. In primo luogo una particolare sensibilità individuale può predisporre all'intolleranza verso i funghi, come per es. ai molluschi o alle uova; altre volte certi funghi solo irritanti (russula, lattario) o funghi commestibili alterati e pertanto divenuti tossici possono provocare accidenti tossici che in genere guariscono nel giro di pochi giorni.

Gli avvelenamenti da funghi possono essere di vario tipo: 1. Intossicazioni di tipo falloidico. Sono le più temibili e spesso mortali, in quanto si verificano quando il veleno è già entrato in circolo e ha distrutto gran parte delle cellule epatiche. Responsabili di questi avvelenamenti sono tre differenti specie di Amanita (phalloides, verna e virosa), caratterizzate dal cappello superiormente bianco o verdastro-bruno, dalle lamelle bianche, dal gambo provvisto nel suo terzo superiore di un anello e in basso di una volva. Dopo una incubazione lunga, da dodici a ventiquattro e talora anche quarantotto ore, si ha il brusco inizio dei sintomi, specialmente come violenta reazione gastrointestinale (vomiti incoercibili, diarrea coleriforme spesso sanguinolenta), con disidratazione e oliguria. Verso il secondo giorno si verifica in molti casi una falsa remissione, ma immediatamente si manifestano ittero grave, nefrite, cianosi e emorragie che conducono in tre-dieci giorni il malato, sempre cosciente, alla morte per sincope. Per combattere queste gravi manifestazioni, è necessario mettere in atto contemporaneamente più trattamenti. Dato che la comparsa dei segni descritti è tardiva, risultano perfettamente inutili emetici e lavande gastriche mentre, d'altra parte, i purganti salini, l'assorbimento dei veleni con carbone vegetale o anche la somministrazione di olio canforato, di stricnina, di morfina sono insufficienti. La guarigione non può essere raggiunta che con l'impiego simultaneo dei seguenti metodi: iniezioni di siero antifalloide (purtroppo molto raro), fleboclisi e/o ipodermoclisi di soluzioni glucosate e saline.

2. Intossicazioni di tipo nervoso (sindrome muscarinica e panterinica). Sono causate rispettivamente dall'Amanita muscaria e dall'Amanita pantherina oltre che da alcune clitocibe bianche. L'Amanita muscaria o ovolo malefico si riconosce dal cappello rosso macchiato di bianco, dalle lamelle pure bianche, dal gambo che è ingrossato alla base, tubercolato e munito di un anello ben sviluppato. Anche l'Entoloma lividum causa avvelenamenti del medesimo tipo per la sua ricchezza in muscarina; non possiede anello, ha le lamelle di colore violetto sporco e odore di farina. L'avvelenamento muscarinico, raramente mortale, è caratterizzato da breve incubazione e da disturbi gastrointestinali, seguiti da imponenti manifestazioni nervose (eccitazione, ebbrezza, delirio, convulsioni, midriasi). Il trattamento consiste in lavande gastriche, nella somministrazione di emetici, di tannino come assorbente, di soluzione iodo-iodurata debole, di cloralio, di bromuro.

3. Intossicazioni gastrointestinali. Sono dovute a numerosi funghi e caratterizzate da vomito e diarrea. Di solito sono a esito fausto, non appena sia stata eseguita una lavanda gastrica. Alcune clavarie, varie russule, il boleto satana sono tra i funghi più noti per questo tipo di intossicazione.

4. Intossicazioni dovute a sostanze emolitiche, cioè che distruggono i globuli rossi del sangue. Sono dovute alle morchelle, alle elvelle e alla giromitra. In molti casi tuttavia questi funghi sono mangerecci, in quanto il calore della cottura distrugge le sostanze tossiche in essi contenute.

u Paleobotanica

I funghi sono conosciuti allo stato fossile sin dal carbonifero (mucorali, chitridiali, missomiceti); i combustibili fossili quali litantrace, lignite, torba, ecc. ne contengono sotto forma di miceli e conidi. Sono stati segnalati inoltre ascomiceti parassiti su foglie, e rari imenomiceti nei terreni terziari.