Rana toro

Salamandra

Tritone

anfibi s.m. pl. Zool. Classe di vertebrati (cui appartengono rane, rospi, salamandre, tritoni, ecc.), caratterizzati, durante lo sviluppo, da una metamorfosi per la quale da una larva a vita acquatica, respirante per mezzo di branchie, si passa a un adulto con respirazione polmonare.

u Zoologia

Durante la vita larvale gli anfibi sono provvisti di bottoni sensitivi cutanei e dell'organo della linea laterale, proprio dei pesci. La pelle della maggior parte delle specie viventi è nuda, priva di formazioni scheletriche protettive e munita di numerose ghiandole pluricellulari. Lo scheletro è in massima parte ossificato: il cranio si articola sulla colonna vertebrale mediante due superfici articolari dette "condili". Gli anfibi posseggono quattro arti, di cui l'arto posteriore presenta per lo più cinque dita e l'anteriore quattro. Nelle larve la circolazione è semplice, cioè il sangue passa una sola volta attraverso il cuore; negli anfibi adulti, con lo sviluppo dei polmoni, la circolazione diventa doppia, incompleta: comincia a osservarsi la divisione del cuore in parte destra venosa e sinistra arteriosa. L'apparato digerente sfocia in una cloaca, nella quale sboccano anche i condotti genitourinari. Nella riproduzione, gli anfibi sono ovipari o ovovivipari e solo eccezionalmente vivipari. I sessi sono separati e le modalità di fecondazione sono diverse. Gli embrioni sono privi di amnios e di allantoide, dal momento che l'uovo si sviluppa nell'acqua che attutisce gli urti. La classe comprende tre ordini oggi viventi: gimnofioni o apodi (ad es. la cecilia); caudati o urodeli (ad es. salamandra e tritone), e saltatori o anuri (ad es. rana, rospo).

u Paleozoologia

Gli anfibi rappresentano il secondo stadio di passaggio dalla vita acquatica alla vita terrestre; sono i primi tetrapodi. La loro origine deve ricercarsi nel phylumdei pesci crossopterigi paleozoici, da cui sono derivati durante il devoniano superiore con il genere Ichthyostega in cui per la prima volta compaiono arti anteriori e posteriori, provenienti dalla trasformazione delle pinne, e si riscontra una marcata differenziazione delle vertebre in cervicali, toraciche, lombari, sacrali e caudali. Gli ordini attuali (urodeli, anuri e apodi) sono conosciuti dal giurassico e sono poco evoluti. Al contrario, esiste un gruppo antico, interamente fossile, vissuto dal devoniano superiore al triassico; è il gruppo degli stegocefali suddiviso in labirintodonti e fillospondili. Il nome di stegocefali deriva dal fatto che il cranio primitivo è ricoperto da placche ossee dermiche provviste di aperture nasale, orbitale e pineale; quello di labirintodonti dal fatto che nei denti la dentina forma numerose ripiegature (denti labirintoformi). I labirintodonti si suddividono negli ordini: ittiostegali, embolomeri, rachitomi, stereospondili, trematosauri e seimuriamorfi. Si basa sul tipo di vertebre, generalmente anficeli, e sulla variabile ossificazione della colonna vertebrale.